
In tutta l’UE, sia nel settore pubblico che in quello privato, è vietata qualsiasi forma di discriminazione sul posto di lavoro basata su età, sesso, disabilità, origine etnica o razziale, religione o convinzioni personali, oppure orientamento sessuale.
Come cittadino dell’UE hai diritto allo stesso trattamento dei cittadini del paese ospitante per diritti lavorativi, prestazioni sociali e accesso ai servizi per l’impiego. Tuttavia, il paese può negare alcune prestazioni, come il sostegno al reddito, nei primi 3 mesi di residenza, o per un periodo più lungo se ti trovi nel paese per cercare lavoro.
Da quali tipi di discriminazione sei protetto?
- La discriminazione diretta avviene quando una persona maltrattata sul lavoro per motivi come età, sesso, disabilità, origine etnica o razziale, religione o orientamento sessuale, ad esempio rifiutando di assumerla o promuoverla.
- La discriminazione indiretta si verifica quando una regola o pratica uguale per tutti svantaggia un gruppo specifico, ad esempio norme sfavorevoli per il lavoro part-time, che possono colpire soprattutto le donne.
- Le molestie sono comportamenti indesiderati o atti di bullismo che creano un ambiente di lavoro ostile, ad esempio battute sull’orientamento sessuale di un collega LGBTQ.
- L’istruzione di discriminazione avviene quando qualcuno spinge o ordina ad altri di discriminare, ad esempio chiedendo di assumere solo lavoratori sotto i 40 anni.
- La vittimizzazione si verifica quando una persona subisce ritorsioni per aver denunciato una discriminazione, ad esempio con il licenziamento o il rifiuto di una promozione.
Come far valere i tuoi diritti
Se pensi di aver subito una discriminazione, puoi rivolgerti a un organismo nazionale per la parità. Questi enti possono fornirti informazioni sulla tua situazione, aiutarti a presentare un reclamo e, con il tuo consenso, portare il caso davanti ai tribunali competenti.
In base alla legislazione nazionale, potresti avere diritto a un risarcimento, alla reintegrazione nel posto di lavoro oppure a un provvedimento che obblighi il datore di lavoro a eliminare la discriminazione e a garantire un adeguato accomodamento.
È anche possibile contattare organizzazioni come sindacati, ONG e avvocati per ricevere assistenza e consulenza.
Fonte: Unione Europea- Clicca Qui