LA COMMISSIONE EUROPEA STANZIA 2 MILIONI: PER 507 LAVORATORI DI LIBERTY STEEL BELGIUM LICENZIATI IN BELGIO

La Commissione europea ha avanzato una proposta per stanziare 2 milioni di euro dal Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori disoccupati (FEG), con l’obiettivo di sostenere i 507 dipendenti rimasti senza lavoro a seguito del fallimento di Liberty Steel Belgium.

Le linee produttive di Liberty Steel Belgium si sono arrestare nel dicembre 2021 a causa della scarsità di materie prime. Successivamente è stato avviato un processo di ristrutturazione che, nel 2023, ha comportato il trasferimento giuridico dell’azienda a Liberty Galați, in Romania.

Nonostante tali interventi, l’attività non è mai ripartita e i dipendenti sono stati inseriti in regimi di lavoro a orario ridotto. Dopo un lungo periodo di inattività, il Tribunale Commerciale di Liegi ha dichiarato il fallimento della società il 22 aprile 2025, determinando la perdita del posto di lavoro per 507 persone.

I fondi del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori disoccupati (FEG) saranno destinati ad assistere i lavoratori coinvolti mediante interventi quali:

  • Orientamento e consulenza professionale
  • Formazione in nuove competenze professionali e orizzontali
  • Assistenza per chi vuole avviare un'attività in proprio

Questi interventi consentiranno ai lavoratori licenziati di sviluppare nuove competenze e di facilitare il loro reinserimento professionale. Il costo complessivo stimato è pari a 2,4 milioni di euro: l’85% (2 milioni di euro) sarà finanziato dalla Commissione europea, mentre il restante 15% (0,4 milioni di euro) sarà coperto dai servizi pubblici per l’impiego della Vallonia.

Le autorità belghe hanno iniziato a offrire assistenza ai lavoratori già nel giugno 2025, poco dopo la dichiarazione di fallimento. Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori disoccupati (FEG) può rimborsare tali spese anche in modo retroattivo.

La proposta della Commissione europea dovrà ora ottenere il via libera del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione europea. Per l’adozione è richiesta la maggioranza semplice in Parlamento e la maggioranza qualificata in seno al Consiglio.

Fonte: Commissione europea. Clicca qui