
I ministri dell’Energia dell’UE si sono riuniti in videoconferenza informale alla luce degli sviluppi in Medio Oriente. Con l’avvio del secondo mese di conflitto, hanno avviato uno scambio di opinioni per coordinare l’approccio dell’Unione europea in materia energetica.
Il conflitto in Medio Oriente e la conseguente instabilità geopolitica stanno incidendo sempre più sui mercati globali del petrolio e del gas, provocando un aumento dei prezzi dell’energia a livello mondiale. Dall’inizio delle ostilità, nell’UE i prezzi sono saliti di circa il 70% per il gas e del 50% per il petrolio.
In questo contesto, i ministri hanno condiviso la loro valutazione sull’andamento dei mercati energetici, riconoscendo nel complesso che, allo stato attuale, la sicurezza dell’approvvigionamento dell’Unione resta garantita.
Allo stesso tempo, hanno concordato sulla necessità di un’azione coordinata sia a livello europeo sia nazionale per mitigare l’impatto dei prezzi elevati dell’energia, in particolare su famiglie e imprese più vulnerabili.
I ministri dell’Energia si sono concentrati su soluzioni concrete per gestire in modo coordinato la volatilità dei mercati del petrolio e del gas, sia all’interno sia all’esterno dell’Unione, evitando misure divergenti e risposte nazionali frammentate.
Inoltre, i ministri hanno concordato che una preparazione rapida e adeguata in vista della prossima stagione invernale, con immissioni anticipate di gas negli stoccaggi, è fondamentale per mitigare l’impatto dei prezzi elevati e prevenire tensioni sul mercato.
Fonte: Consiglio europeo