
La Commissione europea ha pubblicato il pacchetto infrazioni di aprile 2026, con diverse decisioni nel settore energetico. Nel dettaglio, sono stati inviati pareri motivati a Croazia, Polonia e Portogallo per il mancato recepimento delle nuove regole sul mercato elettrico, mentre l’Ungheria è stata richiamata per il mancato rispetto delle norme sugli arbitrati nel settore energia.
Parallelamente, Grecia, Malta e Portogallo sono state deferite alla Corte di giustizia dell’UE per carenze nell’attuazione della direttiva sulle energie rinnovabili, con il rischio di sanzioni economiche.
Nel comparto energetico l’Italia non risulta coinvolta. Tuttavia, nel quadro generale dello stesso pacchetto, la Commissione ha avviato nei confronti del Paese una procedura d’infrazione (fase iniziale – lettera di messa in mora) per il recepimento non corretto della direttiva sull’acqua potabile, segnalando lacune su qualità, gestione dei rischi e tutela dei consumatori.
Il governo italiano ha ora due mesi per rispondere. L’insieme delle decisioni conferma il ruolo delle procedure d’infrazione come strumento chiave per garantire l’applicazione uniforme del diritto UE in settori strategici, dall’energia alla salute pubblica.
Fonte Commissione europea e La Rappresentanza della Commissione europea in Italia.