
La direttiva UE che rivede gli elenchi degli inquinanti nelle acque superficiali e sotterranee è entrata in vigore ieri, 11 maggio, introducendo norme più severe per contrastare l’inquinamento delle risorse idriche e migliorare la qualità delle acque in tutta l’Unione Europea.
Le norme aggiornano gli standard europei introducendo limiti più rigidi per gli inquinanti emergenti e sistemi di monitoraggio più capillari. Particolare attenzione è dedicata ai PFAS, le cosiddette “sostanze eterne”, considerate tra i contaminanti più critici per ecosistemi e salute umana, oltre a pesticidi, microplastiche e residui farmaceutici.
Gli Stati membri dovranno attuare i nuovi requisiti e recepire le modifiche normative entro il 22 dicembre 2027. Le misure riguardano tre pilastri della legislazione europea: la direttiva quadro sulle acque (WFD), le acque superficiali - la direttiva sugli standard di qualità ambientale (EQSD) e la direttiva sulle acque sotterranee (GWD).
Il provvedimento rientra nella strategia del Green Deal e nel piano “Zero Pollution”, che punta a ridurre drasticamente l’inquinamento entro il 2050. I Paesi UE saranno inoltre tenuti a garantire maggiore trasparenza ai cittadini sui livelli di contaminazione dell’acqua e sulle misure adottate per la sicurezza idrica.
Fonte Commissione europea.