Contrasti tra Ungheria e Ue riguardo a leggi anti-ong

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È stata emessa da parte dell'Unione europea un'azione legale sulla norma che danneggia le organizzazioni che vengono supportate finanziariamente da stranieri e ha dichiarato una mossa simile per la normativa sulle università straniere.

Contrasti tra l'Ungheria e la Commissione europea riguardo alla legge anti-ong ungherese e alle leggi sulla pubblica istruzione con la determinazione di Budapest a chiudere la Central european university, prestigioso ateneo finanziato da George Soros.

 

La Commissione europea ha annunciato di avviare una procedura d'infrazione contro l'Ungheria che introduce nuovi obblighi per le Ong interessate, che dovranno registrarsi in qualità di "organizzazioni sostenute dall'estero", e quindi verranno definite come organizzazioni al servizio di potenze straniere e non della Nazione, e inoltre fornire alle autorità informazioni specifiche sui finanziamenti ottenuti. Le Ong sono attive nel paese magiaro nell'aiuto dei Rom e di molti altri poveri, ma anche nella libera informazione. Com'è già stato detto, nel mirino della nuova legge, si troverebbero in particolare le organizzazioni del magnate George Soros. Tali misure, però, vengono definite dalla Commissione incompatibili con i valore della UE di cui l'Ungheria è membro e da cui riceve sostegno.

Questa legge è stata adottata dal 13 giugno scorso e riguarda le organizzazioni che hanno entrate dall'estero di più di 24mila euro l'anno, nel caso di mancato rispetto di questi obblighi, le Ong rischiano sanzioni. La norma è stata definita dalla Commissione europea "discriminatoria e interferisce indebitamente con i diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare il diritto alla libertà di associazione". Inoltre potrebbe impedire alle Ong di raccogliere fondi e di svolgere il loro lavoro umanitario.

La Commissione ha inviato una lettera a Budapest che ha un mese per rispondere, sia riguardo alla legge sulle Ong, sia sulle nuove leggi sulla pubblica istruzione. "Se la risposta non sarà soddisfacente, adiremo a vie legali presso le Corti europee" così ha annunciato il vicepresidente della Commissione stessa, Frans Timmermans.
L'Ungheria non ha ancora reagito, ha però annunciato che ritirerà la campagna contro Soros.

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