Digitale: l’Europa fa progressi ma il divario resta ampio

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La Commissione europea ha pubblicato questa settimana i risultati dell'indice di digitalizzazione dell'economia e della società (DESI) 2017.

Questo indice composito, riunendo una serie di indicatori pertinenti in relazione all'attuale mix di indirizzi programmatici del digitale in Europa, consente di misurare i progressi compiuti dagli Stati membri dell'UE in diversi settori, dalla connettività e le competenze digitali alla digitalizzazione delle imprese e dei servizi pubblici.
Il DESI mira ad aiutare i paesi dell'UE a identificare i settori che richiedono investimenti e interventi in via prioritaria, al fine di creare un autentico mercato unico digitale, una delle massime priorità della Commissione.
Dall'indice emerge che l'UE ha registrato dei progressi, migliorando la sua prestazione digitale di 3 punti percentuali rispetto all'anno scorso: la connettività è migliorata, anche se è ancora insufficiente per far fronte al fabbisogno futuro. Gli Europei sono sempre più digitali, vi è un numero maggiore di esperti digitali rispetto al passato, anche se permangono carenze di competenze. Le imprese sono più digitali e il commercio elettronico progredisce, se pur lentamente. Gli europei inoltre utilizzano più servizi pubblici online.
L'UE si sta quindi digitalizzando, ma i progressi potrebbero essere più rapidi e la situazione varia da uno Stato membro all'altro: il divario digitale tra il primo e l'ultimo classificato risulta infatti di 37 punti percentuali, rispetto a 36 nel 2014. Danimarca, Finlandia, Svezia e Paesi Bassi rimangono in testa alla classifica, seguiti da Lussemburgo, Belgio, Regno Unito, Irlanda, Estonia e Austria. I 3 paesi più digitalizzati dell'UE sono anche in testa alla classifica mondiale, davanti a Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti. La Slovacchia e la Slovenia sono i paesi dell'UE che hanno registrato i progressi maggiori. Nonostante alcuni miglioramenti, vari Stati membri, tra cui Polonia, Croazia, Italia, Grecia, Bulgaria e Romania, sono ancora in ritardo in termini di sviluppo digitale rispetto alla media dell'Unione.
La Commissione ha già presentato tutte le principali iniziative della sua strategia per il mercato unico digitale. Il Parlamento europeo e gli Stati membri sono invitati ad adottare queste proposte al più presto, in modo che l'Europa possa sfruttare al massimo le opportunità in questo settore.
Tenendo conto di quanto emerso dal DESI, la Commissione pubblicherà in maggio il suo esame intermedio della strategia per il mercato unico digitale al fine di individuare gli ambiti in cui potrebbero essere necessari ulteriori sforzi o proposte legislative per affrontare le sfide del futuro.

The Digital Economy and Society Index (DESI) 2017

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