programmi europei 2014-2020

Programma soluzione interoperabilità e quadri comuni

Scritto da Alessandra Bellardone. Postato in programmi europei 2014-2020

PROGRAMMA RIGUARDANTE LE SOLUZIONE DI INTEROPERABILITA’ E QUADRI COMUNI PER LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI EUROPEE, LE IMPRESE E I CITTADINI (ISA2)

AZIONI:

  1. La valutazione, il perfezionamento, il funzionamento e il riutilizzo di soluzioni di interoperabilità transfrontaliere o intersettoriali esistenti e di quadri comuni;
  2. Lo sviluppo, l'elaborazione, la messa a punto, il funzionamento e il riutilizzo di soluzioni di interoperabilità transfrontaliere o intersettoriali nuove e di quadri comuni;
  3. La valutazione delle implicazioni in termini di TIC della legislazione dell'Unione proposta o adottata;
  4. L'identificazione delle lacune normative a livello dell'Unione e nazionale che ostacolano l'interoperabilità transfrontaliera o intersettoriale tra le pubbliche amministrazioni europee;
  5. Lo sviluppo di meccanismi di misurazione e quantificazione dei vantaggi offerti dalle soluzioni di interoperabilità, incluse metodologie che consentano di valutare i risparmi;
  6. La mappatura e l'analisi dell'intero panorama dell'interoperabilità nell'Unione attraverso l'istituzione, la gestione e il miglioramento dell'EIRA e dell'EIC quali strumenti per facilitare il riutilizzo di soluzioni di interoperabilità esistenti e identificare i settori in cui tali soluzioni sono ancora assenti;
  7. La gestione, l'aggiornamento, la promozione e il monitoraggio dell'attuazione della SEI, del QEI e dell'EIRA;
  8. La valutazione, l'aggiornamento e la promozione delle norme e delle specifiche comuni esistenti e lo sviluppo, la creazione e la promozione di nuove specifiche comuni e specifiche e norme aperte mediante le piattaforme di normazione dell'Unione e, se del caso, in collaborazione con organismi di normazione europei o internazionali;
  9. La gestione e la divulgazione di una piattaforma che consenta l'accesso alle migliori pratiche e la collaborazione in riferimento alle stesse e che contribuisca alla sensibilizzazione e alla diffusione delle soluzioni disponibili, inclusi i quadri di sicurezza, e aiuti a evitare la duplicazione degli sforzi, incoraggiando il riutilizzo delle soluzioni e delle norme;
  10. La messa a punto di nuovi servizi e strumenti di interoperabilità e la manutenzione e gestione di quelli esistenti in via provvisoria;
  11. L'individuazione e la promozione di migliori prassi per elaborare orientamenti volti a coordinare le iniziative di interoperabilità nonché a incoraggiare e sostenere le comunità che lavorano sulle questioni pertinenti al settore dell'interazione elettronica transfrontaliera o intersettoriale tra utenti finali.

OBIETTIVI:

- Sviluppare, mantenere e promuovere un approccio globale all'interoperabilità a livello di Unione al fine di eliminare la frammentazione all'interno del panorama dell'interoperabilità nell'Unione;

- Agevolare l'efficace ed efficiente interazione elettronica transfrontaliera o intersettoriale tra pubbliche amministrazioni europee e tra queste, da una parte, e imprese e cittadini, dall'altra, nonché contribuire allo sviluppo di un'amministrazione elettronica più efficace, semplificata e di facile utilizzo a livello nazionale, regionale e locale della pubblica amministrazione;

- Individuare, creare e gestire soluzioni di interoperabilità che contribuiscano all'attuazione delle politiche e delle attività dell'Unione;

- Agevolare il riutilizzo delle soluzioni di interoperabilità da parte delle pubbliche amministrazioni europee.

PAESI PARTECIPANTI: Il programma ISA2 è aperto alla partecipazione di altri paesi dello Spazio economico europeo e dei paesi candidati, nell'ambito dei rispettivi accordi con l'Unione.
Sono incoraggiate la cooperazione con altri paesi terzi e con organizzazioni o organismi internazionali, in particolare nel quadro del partenariato euromediterraneo e del partenariato orientale, e la cooperazione con i paesi vicini, in particolare quelli dei Balcani occidentali e della regione del Mar Nero.

BENEFICIARI: Enti Pubblici

FINANZIAMENTO: 130.928.000 euro

DURATA: 2014-2020

DOCUMENTAZIONE: Decisione (UE) 2015/2240 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, che istituisce un programma sulle soluzioni di interoperabilità e quadri comuni per le pubbliche amministrazioni, le imprese e i cittadini europei (programma ISA2) come mezzo per modernizzare il settore pubblico - Gazzetta Ufficiale dell'Unione europeaserie L 318del 4 dicembre 2015

Strumento per la stabilità e la pace

Scritto da Alessandra Bellardone. Postato in programmi europei 2014-2020

STRUMENTO INTESO A CONTRIBUIRE ALLA STABILITA’ E ALLA PACE

AZIONI: L'assistenza dell'Unione prevista dal presente regolamento è complementare a quella fornita nell'ambito degli strumenti di assistenza esterna dell'Unione. Se possibile, sono incluse, anche nella programmazione, le seguenti problematiche trasversali:

-       La promozione della democrazia e del buon governo;

-       I diritti umani e il diritto umanitario, compresi i diritti del bambino e i diritti delle popolazioni autoctone;

-       La non discriminazione;

-       La parità di genere e l'emancipazione femminile;

-       La prevenzione dei conflitti;

-       I cambiamenti climatici.

Le tipologie di assistenza previste da parte dell'Unione europea sono:
a. Assistenza in risposta a situazioni di crisi o al delinearsi di situazioni di crisi finalizzata a prevenire i conflitti
Tale assistenza può anche essere una risposta a situazioni in cui l'Unione ha invocato le clausole sugli elementi essenziali di accordi internazionali per sospendere, in parte o totalmente, la cooperazione con i paesi  terzi.
 
b. Assistenza per la prevenzione dei conflitti, costruzione della pace e preparazione alle crisi
Tale assistenza tecnica e finanziaria comprende il sostegno a misure volte a costruire e a potenziare la capacità dell'Unione e dei suoi partner per prevenire i conflitti, costruire la pace e rispondere a esigenze pre-e post-conflitto, in stretto coordinamento con le Nazioni Unite e altre organizzazioni per:

  • Promuovere l'allarme rapido e un'analisi dei rischi sensibile ai conflitti nell'ambito del processo decisionale e dell'attuazione delle politiche;
  • Favorire e sviluppare capacità per la creazione di un clima di fiducia, la mediazione, il dialogo e la riconciliazione, con particolare riferimento alle tensioni intracomunitarie emergenti;
  • Rafforzare le capacità di partecipazione e schieramento nelle missioni civili di stabilizzazione;
  • Migliorare la ripresa post-conflitto e la ripresa post-catastrofe con effetti sulla situazione politica e di sicurezza;
  • Frenare l'uso di risorse naturali per finanziare conflitti e sostenere il rispetto, da parte degli interessati, di iniziative quali il sistema di certificazione del processo di Kimberley, in particolare per quanto concerne l'attuazione di controlli interni efficienti sulla produzione e lo scambio di risorse naturali.
     

c. Assistenza per far fronte a minacce globali e transregionali e al loro delinearsi
L'Unione fornisce assistenza tecnica e finanziaria nei seguenti settori:

  • Minacce all'ordine pubblico, alla sicurezza e all'incolumità dei cittadini, alle infrastrutture critiche e alla salute pubblica;
  • Attenuazione dei rischi, di origine intenzionale, accidentale o naturale, legati ai materiali o agli agenti chimici, biologici, radiologici e nucleari, e preparazione a essi.

OBIETTIVI: Contribuire alla stabilità e alla pace e fornire sostegno diretto alle politiche esterne dell'Unione incrementando l'efficacia e la coerenza delle azioni dell'Unione nei settori della risposta alle crisi, della prevenzione dei conflitti, della costruzione della pace e della preparazione alle crisi e nel far fronte a minacce globali e transregionali.
In una situazione di crisi o al delinearsi di una crisi l’obiettivo specifico è di attuare una risposta efficace che concorra a preservare, stabilire o ripristinare le condizioni essenziali per una corretta attuazione delle politiche e delle azioni esterne dell'Unione a norma dell'articolo 21 Trattato dell'Unione europea; oltre che contribuire a prevenire i conflitti e ad assicurare la capacità e la preparazione per far fronte a situazioni di pre-e post-crisi e costruire la pace; inoltre lo strumento intende far fronte a specifiche minacce globali e transregionali alla pace, alla sicurezza internazionale e alla stabilità.

PAESI PARTECIPANTI: Tutti i paesi

BENEFICIARI: Tutti i paesi che sono in stato di emergenza e che non sono beneficiari di altri strumenti di assistenza esterna dell'Unione europea

FINANZIAMENTO: 2.338.719.000euro

DURATA: 2014-2020

DOCUMENTAZIONE: Regolamento (UE) n. 230/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014, che istituisce uno strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace - Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, serie L 77 del 15 marzo 2014 
Regolamento (UE) n. 236/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014, che stabilisce norme e procedure comuni per l'attuazione degli strumenti per il finanziamento dell'azione esterna dell'Unione - Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, serie L 77 del 15 marzo 2014 

Meccanismo per collegare l'Europa

Scritto da Alessandra Bellardone. Postato in programmi europei 2014-2020

MECCANISMO PER COLLEGARE L’EUROPA

AZIONI: Le azioni previste nei tre sottoprogrammi sono:

-       contribuire a una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, conformemente alla strategia Europa 2020, attraverso lo sviluppo di reti transeuropee moderne e ad alta efficienza che tengano conto dei flussi di traffico futuri previsti, assicurando in questo modo benefici per l'intera Unione in termini di miglioramento della competitività nel mercato mondiale e di coesione economica, sociale e territoriale nel mercato interno e creando un contesto più propizio agli investimenti privati, pubblici o pubblico-privati per mezzo di una combinazione di strumenti finanziari e sostegno diretto dell'Unione cosicché i progetti possano beneficiare di tale combinazione di strumenti e sfruttando altresì adeguatamente le sinergie tra i diversi settori. Il conseguimento si misura in base al volume di investimenti privati, pubblici o in partenariato pubblico-privato in progetti di interesse comune e, in particolare, in base al volume di investimenti privati in progetti di interesse comune realizzati attraverso gli strumenti finanziari previsti dal presente regolamento. È inoltre prestata particolare attenzione all'uso efficiente degli investimenti pubblici.

-       consentire all'Unione di raggiungere i propri obiettivi in termini di sviluppo sostenibile, tra cui una riduzione minima del 20 % delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990 e un miglioramento del 20 % dell'efficienza energetica, nonché un aumento del 20 % della quota delle energie rinnovabili entro il 2020, contribuendo così agli obiettivi di decarbonizzazione dell'Unione a medio e lungo termine, garantendo al tempo stesso una maggiore solidarietà tra gli Stati membri.

OBIETTIVI: Gli obiettivi sono specifici a seconda dei settori. Per quello dei trasporti essi sono:

-       Eliminare le strozzature, accrescere l'interoperabilità ferroviaria, realizzare i collegamenti mancanti e, in particolare, migliorare le tratte transfrontaliere.

-       Garantire nel lungo periodo sistemi di trasporto sostenibili ed efficienti, al fine di prepararsi ai futuri flussi di trasporto previsti e di consentire la decarbonizzazione di tutti i modi di trasporto mediante la transizione verso tecnologie di trasporto innovative a basse emissioni di carbonio ed efficienti sul piano energetico, ottimizzando nel contempo la sicurezza.

-       Ottimizzare l'integrazione e l'interconnessione dei modi di trasporto e accrescere l'interoperabilità dei servizi di trasporto, assicurando nel contempo l'accessibilità alle infrastrutture di trasporto.

Gli obiettivi settoriali specifici nel settore dell'energia sono:

-       Fornire sostegno ai progetti di interesse comune che perseguono uno o più tra gli obiettivi seguenti: accrescere la competitività promuovendo l'ulteriore integrazione del mercato interno dell'energia e l'interoperabilità transfrontaliera delle reti elettriche e del gas

-       Migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico nell'Unione

-       Contribuire allo sviluppo sostenibile e alla tutela dell'ambiente, attraverso, tra l'altro, l'integrazione dell'energia da fonti rinnovabili nella rete di trasmissione e attraverso lo sviluppo di reti energetiche intelligenti e reti dell'anidride carbonica

Nel settore delle telecomunicazioni, si mira a prevedere azioni a sostegno dei progetti di interesse comune che perseguono gli obiettivi precisati in un regolamento sugli orientamenti per le reti transeuropee nel settore delle infrastrutture di telecomunicazione.

PAESI PARTECIPANTI: Stati Membri dell’Unione Europea; Paesi terzi e organismi riconosciuti in paesi terzi possono partecipare ad azioni che contribuiscono a progetti di interesse comune, ove la loro partecipazione sia necessaria per il conseguimento degli obiettivi di un determinato progetto di interesse comune e ove essa sia debitamente giustificata.

BENEFICIARI:

- organismi internazionali,

-imprese comuni o imprese,

-organismi pubblici o privati stabiliti negli Stati membri,

-entità non aventi personalità giuridica,

FINANZIAMENTO: 33.242.259.000 euro

DURATA: 2014-2020

DOCUMENTAZIONE:

- Regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti e che abroga la decisione n. 661/2010/UE - Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, serie L 348 del 20 dicembre 2013

- Regolamento(UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa e che modifica il regolamento (UE) n. 913/2010 e che abroga i regolamenti (CE) n. 680/2007 e (CE) n. 67/2010 - Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, serie L 348 del 20 dicembre 2013

- Regolamento delegato (UE) n. 1391/2013 della Commissione, del 14 ottobre 2013, che modifica il regolamento (UE) n. 347/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee relativamente all’elenco dell’Unione dei progetti di interesse comune - Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, serie L 349 del 21 dicembre 2013

- Regolamento delegato UE N. 275/2014 DELLA COMMISSIONE del 7 gennaio 2014 che modifica l’allegato I del regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il meccanismo per collegare l’Europa - Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, serie L 80 del 19 marzo 2014

- Regolamento (UE) n. 283/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014, sugli orientamenti per le reti transeuropee nel settore dell'infrastruttura di telecomunicazioni e che abroga la decisione n. 1336/97/CE – Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, serie L86 del 21 marzo 2014
 

DCI Cooperazione allo sviluppo

Scritto da Alessandra Bellardone. Postato in programmi europei 2014-2020

STRUMENTO PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO – DCI

AZIONI: Il programma è attuato essenzialmente dal FES che resta al di fuori del bilancio.
L’assistenza del programma è attuata attraverso:

  • Programmi geografici
  • 2 programmi tematici
  • Programma panafricano a sostegno della strategia comune Africa-UE

I programmi geografici possono essere elaborati in base alle seguenti aree di cooperazione:
1. Diritti umani, democrazia e buon governo

2. Crescita inclusiva e sostenibile per lo sviluppo umano

3. Altri settori significativi per lo sviluppo

I programmi tematici sono stati ridotti a due e sono organizzati in base alle seguenti aree di cooperazione:
1. Sfide su beni pubblici e sfide globali che sostiene azioni in settori quali: ambiente e cambiamenti climatici; energia sostenibile; sviluppo umano, compresi lavoro dignitoso, giustizia sociale e cultura; sicurezza alimentare e nutrizionale e agricoltura sostenibile; migrazione e asilo.

2. Organizzazioni della società civile e enti locali

Il programma Panafricano fornisce sostegno a obiettivi, iniziative e attività decisi nell’ambito della strategia Africa-UE, e successivi piani di azione, in settori quali: pace e sicurezza, governance democratica e diritti umani, commercio, integrazione e infrastrutture regionali (tra cui trasporti), energia, cambiamenti climatici e ambiente, migrazione, mobilità e impiego, scienza, società dell’informazione e spazio, e relative questioni trasversali e applica il principio “una visione di Africa nel suo insieme”.

OBIETTIVI: Lo "Strumento per la cooperazione allo Sviluppo" si concentra sull'eliminazione della povertà e per mantenere l’impegno dell’UE sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
Altri obiettivi relativi a questo strumento di assistenza esterna sono: promozione dello sviluppo economico, sociale e ambientale sostenibile e consolidamento sostegno alla democrazia, allo stato di diritto, al buon governo, ai diritti umani e ai pertinenti principi del diritto internazionale.

PAESI PARTECIPANTI: La politica di questo strumento coinvolge le seguenti aree geografiche: America latina, Asia meridionale, Asia settentrionale e sudorientale, Asia centrale, Medio Oriente, Africa del Sud.

DCI copre tutti i Paesi in via di sviluppo ad eccezione dei Paesi beneficiari della strategia di pre-adesione e dell’ENI. 

FINANZIAMENTO: 19.661.64 milioni di euro

PERIODO: 2014-2020

DOCUMENTAZIONE: Regolamento(UE) N. 233/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 marzo 2014 che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo per il periodo 2014-2020 - Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, serie L 77 del 15 marzo 2014.

Programmi europei 2014-2020

Scritto da Alessandra Bellardone. Postato in programmi europei 2014-2020

La programmazione europea 2014-2020 e le opportunità di finanziamento

Il 2 dicembre 2013 il Consiglio europeo ha approvato il regolamento disciplinante il quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’Unione europea e che definisce le priorità di bilancio dell'UE per gli anni dal 2014 al 2020. Ciò ha permesso l’avvio dei nuovi programmi di finanziamento dal 1° gennaio 2014. Il regolamento dota l’Unione europea di 959.99 miliardi di euro di impegni di spesa e 908.40 miliardi di euro di pagamenti per i prossimi sette anni di programmazione. Il principale capitolo di spesa è rappresentato dalla politica di coesione e che diventa il principale strumento della politica di investimenti della UE, allo scopo di realizzare gli obiettivi di Europa 2020, consistenti nella crescita e nella creazione di posti di lavoro, nella lotta ai mutamenti climatici e alla dipendenza energetica, nonché nella riduzione della povertà e dell’esclusione sociale. Il 94% del bilancio dell’UE viene speso per progetti negli Stati Membri e al di fuori dell’UE.
Tuttavia, al fine di promuovere la crescita e l'occupazione sono stati aumentati i fondi destinati alla crescita e alla creazione di posti di lavoro, infatti è stata concordata una nuova iniziativa tesa a fronteggiare la sfida pressante della disoccupazione giovanile. Il tema principale della nuova programmazione è rappresentato dalla “crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”. In base a questo principio le risorse vengono allocate sia a settori prioritari quali le infrastrutture, la ricerca e l'innovazione, l'istruzione e la cultura, la sicurezza delle frontiere e i rapporti con l'area mediterranea, che a priorità strategiche trasversali, quali la protezione dell'ambiente e la lotta contro il cambiamento climatico, come parte integrante di tutti i principali strumenti e interventi. La Commissione europea, nel prossimo periodo di programmazione, mira a concentrarsi sulla realizzazione della “strategia Europa 2020”. Europa 2020 è la strategia decennale, lanciata dalla Commissione europea il 3 marzo 2012, per superare sia questo momento di crisi che continua ad affliggere l'economia di molti paesi, che per colmare le lacune del nostro modello di crescita e creare le condizioni per un diverso tipo di sviluppo economico, più intelligente, sostenibile e solidale.

Tutela dei consumatori

Occupazione e Innovazione sociale

LIFE

Azione in materia di Salute

Protezione civile

Giustizia

Europa per i cittadini

Cosme

Diritti uguaglianza e cittadinanza

HORIZON 2020

ERASMUS +

Europa Creativa

DCI Cooperazione allo sviluppo

Meccanismo per collegare l'Europa

Strumento per la stabilità e la pace

Programma soluzione interoperabilità e quadri comuni

Studio Europa

Lo Studio Europa è lo studio radiofonico della Rappresentanza. Lo studio radio permette a tutte le emittenti radiofoniche che lo richiedano di registrare, montare e trasmettere, in diretta o in differita, programmi incentrati sull'Unione europea. Cliccando qui sotto potete trovare le trasmissioni di 22 minuti – Una settimana d'Europa in Italia e Un Libro per l'Europa.

http://ec.europa.eu/italia/studio_europa/index_it.htm